FBAR: cos’è e perché riguarda molti italiani con conti negli Stati Uniti

Chi possiede conti correnti, conti titoli o altri strumenti finanziari negli Stati Uniti — o, viceversa, cittadini americani e green card holder con conti in Italia — potrebbe avere un obbligo dichiarativo poco conosciuto ma dalle conseguenze molto serie: il FBAR (Foreign Bank Account Report), noto anche come modulo FinCEN 114. Si tratta di un adempimento separato e distinto dalla dichiarazione dei redditi, gestito non dall’IRS ma dal Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), dipartimento del Tesoro USA. Proprio perché non è collegato direttamente al pagamento delle imposte, molti contribuenti lo ignorano — spesso fino a quando non ricevono una contestazione.

Chi è obbligato a presentare il FBAR

Sono tenuti alla presentazione del FBAR i soggetti considerati “US Person” ai fini fiscali, categoria che comprende:

  • Cittadini statunitensi, anche se residenti stabilmente in Italia o con doppia cittadinanza;
  • Titolari di Green Card, indipendentemente dal Paese di residenza effettiva;
  • Soggetti considerati fiscalmente residenti negli USA in base al substantial presence test;
  • Entità (LLC, trust, società) costituite o controllate da soggetti sopra elencati.

L’obbligo scatta quando il valore aggregato di tutti i conti finanziari esteri detenuti — anche solo con potere di firma, non necessariamente come titolare — supera i 10.000 dollari in qualsiasi momento dell’anno solare. È una soglia cumulativa: bastano due conti da 6.000 dollari ciascuno per far scattare l’obbligo.

FBAR e Form 8938: due obblighi diversi, spesso confusi

Un errore molto comune è pensare che il Form 8938 (FATCA) sostituisca il FBAR, o viceversa. In realtà sono due adempimenti paralleli, con soglie, moduli e destinatari differenti: il FBAR si presenta a FinCEN, con soglia di 10.000 dollari aggregati, e riguarda tutti i conti finanziari esteri; il Form 8938 si presenta invece insieme alla dichiarazione dei redditi (IRS), con soglie più alte e variabili in base allo stato civile e alla residenza, e riguarda anche altre attività finanziarie estere oltre ai conti correnti. Chi supera le soglie di entrambi è tenuto a presentarli tutti e due: uno non esclude l’altro.

Scadenze e modalità di presentazione

Il FBAR va presentato online, tramite il sistema BSA E-Filing, entro il 15 aprile di ogni anno, con proroga automatica al 15 ottobre. Non è previsto alcun pagamento associato: è un adempimento puramente dichiarativo, ma la sua omissione viene trattata con grande severità.

Due casi pratici per capire quando scatta l’obbligo

Caso 1 — Il professionista con conto corrente e conto titoli a New York. Un consulente italiano che lavora saltuariamente con clienti americani apre un conto corrente a New York per ricevere i pagamenti, e successivamente un conto titoli presso lo stesso istituto per investire parte dei risparmi. Il conto corrente ha un saldo medio di 4.000 dollari, il conto titoli ne vale 7.500. Presi singolarmente, nessuno dei due supera la soglia di 10.000 dollari — ma il FBAR guarda al valore aggregato di tutti i conti nello stesso anno solare: 4.000 + 7.500 fa 11.500 dollari, e l’obbligo di presentazione scatta comunque, anche se nessun singolo conto lo farebbe pensare.

Caso 2 — L’erede di un conto negli Stati Uniti. Un cittadino italiano riceve in eredità un conto bancario intestato a un parente deceduto residente a Miami, del valore di 30.000 dollari. Anche se l’eredità in sé può essere gestita secondo le regole discusse nel nostro articolo su eredità dall’estero per i cittadini USA, dal momento in cui l’erede diventa titolare del conto — o anche solo cointestatario o beneficiario con potere di firma — inizia a decorrere per lui lo stesso obbligo FBAR, da valutare separatamente rispetto agli aspetti successori.

Le sanzioni per il mancato FBAR

Le sanzioni variano in base alla natura della violazione: in caso di violazione non intenzionale (non-willful) si arriva fino a 10.000 dollari per conto non dichiarato, per anno; in caso di violazione intenzionale (willful) la sanzione è pari al maggiore tra 100.000 dollari o il 50% del saldo del conto, per anno, con possibili conseguenze penali nei casi più gravi. Va sottolineato che le sanzioni si applicano per ciascun anno di omissione e possono coinvolgere più annualità pregresse contemporaneamente, motivo per cui una situazione trascurata per anni può trasformarsi in un’esposizione molto rilevante.

Cosa fare se non hai mai presentato il FBAR: le procedure di regolarizzazione

Chi si accorge di essere in ritardo con gli obblighi FBAR non deve limitarsi a presentare i moduli mancanti senza una strategia: l’IRS mette a disposizione procedure specifiche per regolarizzare la propria posizione riducendo l’esposizione sanzionatoria, tra cui la Streamlined Filing Compliance Procedure (per chi non ha agito intenzionalmente) e la Voluntary Disclosure Practice (per situazioni più delicate). La scelta della procedura corretta richiede un’analisi puntuale della propria posizione, poiché un errore di impostazione può precludere l’accesso ai benefici previsti — una valutazione che diventa ancora più importante per chi ha aperto una LLC negli Stati Uniti o per chi, pur vivendo stabilmente in Italia, resta soggetto a questi obblighi come spiegato nel nostro articolo su cittadino americano residente in Italia. Per una valutazione della propria posizione e per la gestione di un’eventuale regolarizzazione o contenzioso con l’amministrazione fiscale statunitense, è possibile rivolgersi al Dipartimento di Consulenza Fiscale Internazionale e, per le controversie già avviate, al Dipartimento di Contenzioso e Arbitrati di Lamura, Malizia, Rasile & Partners LLP.

Conclusioni

Il FBAR è uno degli obblighi fiscali statunitensi più sottovalutati dalla comunità italiana con interessi finanziari negli Stati Uniti. La combinazione tra soglie basse, sanzioni potenzialmente elevate e la sovrapposizione con altri adempimenti come il Form 8938 rende necessaria una valutazione professionale della propria situazione, specialmente per chi ha conti da più anni non dichiarati.

26 agosto 2026

DISCLAIMER: Le informazioni contenute nel presente documento, redatto da commercialisti esercenti in Italia, con la collaborazione di avvocati abilitati in Italia e a New York, non costituiscono una consulenza e/o un parere fiscale o legale da parte della Lamura Tax Advisors. Il presente documento si riferisce alla data sopra indicata. La Lamura Tax Advisors non si assume alcun impegno o responsabilità di aggiornare il presente documento in seguito a eventuali riforme successive. Si consiglia di consultare uno dei professionisti della Lamura Tax Advisors per maggiori dettagli.